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L’ULTIMA FATICA DI FRANCESCO MONDINO E’ PER IL SUO PAESE: MAZZE’ |
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Vi sono autori che hanno il dono della modestia innata e questa loro qualità traspare persino nei titoli delle loro opere.
L’ultima fatica di Francesco Mondino si presenta infatti semplicemente così: “Cenni storici sull’architettura sacra in
Mazzè”, ma quando questi “Cenni” occupano circa 180 pagine di un bel volume è lecito chiedersi se non ci troviamo di
fronte piuttosto ad un’opera compiutissima, anziché ad un modesto “Contributo alla conoscenza dell’aspetto religioso”
come suona invece il sottotitolo.
L’analisi che il Mondino opera sulla Chiesa Parrocchiale del SS. Gervasio e Protasio risulta già di per sé un saggio più
che esauriente, anzi si può ovviamente affermare che mai edificio religioso d’una località canavesana ebbe così ampio
ed approfondito discorso. E tanti sono gli elementi nuovi, gli avvenimenti curiosi, tratti da antiche radici ed esposti
con chiarezza, che la lettura diventa avvincente e suggestiva.
Anche la descrizione artistica si avvale di un sicuro intuito estetico e di una profonda conoscenza storica. Via via si scopre che Mazzè
possiede una viscerale vocazione religiosa a giudicare dalla presenza, oltre le chiese, di una decina di cappelle, di innumerevoli piloni
votivi e di edicole sacre. Qui la penna dell’autore va a nozze con l’aneddotica curiosa, vedi “La capela del Bigot” e “La capela del Diav”,
ove la tradizione popolare è di casa. Sovente nella descrizione del Mondino affiora lo spirito ecologico, che diventa pungolo dinanzi
a certi episodi di degrado.
A rendere più allettante il testo concorrono, senza dubbio, gli scorci caratteristici colti dal noto illustratore canavesano
Aldo Actis Caporale. Sono quadretti in bianco e nero che l’artista volle dedicare al vecchio amico, come d’altronde già fece,
in occasione della precedente opera di Francesco Mondino, “Le memorie della mia terra”.
Il volume, ben curato dalla Litografia Bolognino di Ivrea, è stato presentato al pubblico, com’è noto, ad una settimana dalla scomparsa dell’autore.
Purtroppo Francesco Mondino non ha potuto cogliere l’applauso della sua gente che l’amava e che, convenuta in folla alla presentazione,
gli ha dimostrato tutta la sua ammirazione ed il suo affetto.
Questo libro, frutto di estenuanti ricerche, che solo gli addetti ai lavori possono comprendere, rimarrà, ne son certo,
una perenne testimonianza di fede dell’autore alla propria terra ed un viatico per quanti lo hanno conosciuto in vita. |